Archive for the 'Storie di Pendolari' Category

Jun 07 2008

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pendolare_digitale

E’ una pacchia essere infelici quando piove

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Metereopatia: ovvero usare il tempo metereologico come scusa banale per giustificare l’infelicità cronica, spesso causata da una non meglio precisata causa, malessere generalizzato e diffuso assolutamente incurabile a prescindere.

Non è un caso che io mi professi metereopatico soltanto quando le condizioni climatiche sono pessime.

Del resto è venerdì pomeriggio inoltrato (al solito il post sarà pubblicato in seguito) ed io mi trovo sul treno delle 18:50 in direzione Pinerolo. Siamo appena usciti da Torino ed il capotreno ci comunica:

La maccc-china è rrrotta“.

L’affermazione suona alle mie orecchie come “Abbiamo bucato una ruota” piuttosto che “si è grippato il motore” piuttosto che “Oddio è la fine“.

Il treno si è guastato a Sangone, io poi non ho mai ben capito come si arrivi a Sangone al di là della tratta ferroviaria Torino-Pinerolo.

Il macchinista è fiducioso, esce con una chiave inglese ed un altro attrezzo, per quello che ne so potrebbe essere una spada laser: vuole fare un tentativo per farci arrivare a casa (coraggioso).

Dopo pochi minuti si avvertono cenni di vita dal vermone metallico su cui siamo seduti, rumori sinistri, strattoni, centimetri guadagnati verso casa.

Intanto è partito il carosello delle chiamate a casa:
… per avvisare del ritardo
… per farsi richiamare in modo da poter avvisare del ritardo (mancanza di credito)
… per disdire appuntamenti
… per dare libero sfogo alle proprie frustrazioni usando Trenitalia come capro espiatorio
… per lasciare testamento e salutare i propri cari in caso la situazione si complichi

Io nel dubbio che qualcuno mi chiami per sbaglio, spengo il cellulare.

Il treno procede a sussulti, tipo cambio manuale, frizione rotta e donna impedita al volante che prova a fare una doppietta. Avverto una sensazione di nausea tipo “mal di mare”.

Riparte il carosello di chiamate: “Il treno è ripartito !!!
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May 27 2008

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Una digitale compatta a New York

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L’idea è che anche con una macchina fotografica digitale compatta si possano scattare delle foto carine…

Cliccate sull’ immagine per visualizzare lo slideshow.

thumb.jpg

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May 25 2008

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Addio New York !!!

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La caratteristica principale dei viaggi è che prima o poi finiscono, andando ad arricchire il nostro database di emozioni, ricordi ed esperienze.
Attenendosi a tale regola eccomi qui all’aeroporto JFK di New York in attesa del mio volo di rientro alla realtà italiana, anzi piemontese, anzi torinese … anzi cantalupese (perchè non basta una settimana di Grande Mela per farmi dimenticare le origini).
Naturalmente sono arrivato con largo anticipo, ma come mi è stato giustamente fatto notare, soltanto i ricchi possono permettersi di arrivare in ritardo, mentre i poveri… beh loro sono destinati ad arrivare sempre troppo presto.
Veniamo ora al viaggio, quarta volta in America e prima a New York, visita all’università di Yale, 3 giorni di lavoro in compagnia di colleghi e tre giorni in solitaria da turista, anzi “turista estremo” visto che ho quasi consumato un paio di scarpe a forza di camminare sull’asfalto di Manhattan.

“La Metropolitana” - sotto le radici dei grattacieli si dirama una fitta rete di gallerie che ospita probabilmente la più brutta e sporca metropolitana che abbia mai visto, del resto la subway NewYorkese offre una visione a 360° della città, non fa distinzioni raziali o economiche, è particolarmente efficiente e non presenta particolari problemi di sicurezza (in più di un’occasione ne ho fatto uso alle tarde ore della notte). Direi probabilmente che si tratta dell’elemento più democratico in una città dove il lusso estremo e gli eccessi compensano solo in parte situazioni di forte disagio e povertà, per quanto possibile allontanate in periferia, ma mai del tutto sanate. Trovo particolarmente curioso come la città dei grattacieli offra in realtà una visione più realistica nel suo sottosuolo.
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May 18 2008

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Arrivando a New York in treno

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Ore 6:30 locale: il fuso si fa sentire ed eccomi qui sveglio sveglio in camera d’albergo a far passare il tempo, fortuna che la connessione ad Internet non manca ed è gratuita, almeno posso scrivere questo post.

Solo 20 ore fa sono atterrato all’aeroporto di Newark e colmo dei colmi la prima cosa che ho fatto è stata prendere un treno. Si potrebbe osservare una nota tragicomica nella questione, ma vista la destinazione, alla fine mi sono rassegnato ed integrato nella schiera di pendolari in direzione New York.

Qualche spunto di riflessione …

-) probabilmente uno dei più vasti assortimenti di “materiale umano” al mondo: modelli di tutti i generi e per tutti i gusti, perfettamente integrati e sempre in movimento verso un qualche luogo non meglio precisato. Rimanendo fermi si può vedere veramente di tutto, ma il rischio è quello di venire travolti dalla massa.

-) cibo ad ogni ora: è naturale che tutta questa gente debba sfamarsi, meno naturale è che lo facciano a qualunque ora del giorno e della notte con ogni tipo di genere alimentare dal “very fast” al “super slow”.

-) cervicale: già mi duole a forza di guardare in alto i buildings, verticali, sottili, ambiziosi.

-) fire escape… ossia le scale antincendio esterne: ci sono davvero e sono proprio come nei “movies”!!!

-) In penombra il giorno quando le figure dei buildings nascondono la luce del sole, sfavillante la notte quando i megaschermi, le insegne, i neon ridicolizzano le stelle lontane.

-) intensa: nei profumi, negli odori, nel traffico, nell’approccio, nella vita.

Questi i miei primi pensieri, ma siamo solo all’inizio.

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May 13 2008

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Pendolando a New York

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Lo sapevate che il “cocktail” è un’invenzione americana ?

Il termine significa infatti “coda di gallo”, in passato si usava infatti mettere sui bicchieri piume di gallo di diversi colori affichè i clienti potessero riconoscere il loro beverone !!!

Vi devo dire la verità, sono stato 3 volte in California e là i cocktail proprio non li sanno fare… annacquati e con un tasso alcolico davvero insignificante, roba che un californiano in una qualsiasi discoteca italiana finisce in coma etilico al secondo giro di vodka-lemon.

Del resto il sentore di una situazione anomala l’avevo percepito in spiaggia, popolata da energumeni palestrati e donzelle sinuose tutti allegri a bere birra analcolica, allegri nel senso di ubriachi!

Vedremo se a New York, casamadre del Manhattan, del Sex on the Beach, del Cosmopolitan e del Long Island la situazione migliora…

Quasi dimenticavo la cosa più importante, sarò nella Grande Mela dal 18 al 25 maggio, quindi non cercatemi a Cantalupa !!!

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