I tempi verbali delle Ferrovie dello Stato.
Presso la stazione di Piscina di Pinerolo, ed in generale sulla tratta Torino-Pinerolo, vige (presente) ormai l’anarchia totale…
La sala d’aspetto, che un tempo accolse (passato remoto) i pendolari nel suo ventre non riscaldato, permane (presente) ora in uno stato di non meglio precisata impraticabilità testimoniata da un cartello “Sala d’aspetto chiusa al pubblico”.
Ricordate il “chiusino schiuso“, piccola voraggine apertasi nella banchina di attesa, di cui testimoniai (passato remoto) la presenza ormai diversi mesi fa… beh se da poco è stato (passato prossimo) coperto con due assi di legno provvisorie, ad oggi risulta (presente) ancora in questa veste provvisoria. Serve forse un servizio musicato di Studio Aperto che testimoni un infortunio ? Probabilmente Sì, giusto tra una notizia sulle nuove veline e la scoperta del gene responsabile dei ritardi da parte di qualche università americana.
Il pittore in erba che imbrattò il sottopassaggio con scritte inneggianti la dipartita degli extracomunitari, il ritorno del duce e l’amore per la sua ragazza (non trovate che l’associazione sia quanto mai contorta), vede ancora le sue opere esposte in bella mostra; pertanto tutti i giorni, attraversando (gerundio) l’angusta spelonca, ci tocca subire gli attacchi d’arte del confuso adolescente.
Da qualche giorno poi, Trenitialia ha subito il fascino dei tempi futuri; la voce fuori campo che “informa” (o dovrebbe informare) i viaggianti ci propone una ricca selezione di costrutti del tipo: “Il treno arriverà“, “Il treno subirà“, “il treno partirà“. Italiano ineccepibile se non fosse che, non specificando l’entità del ritardo e la causa, il pendolare tende ad inalberarsi tanto quanto un membro dell’ “Accademia della Crusca” di fronte ad un congiuntivo sbagliato alla Lapo.
Il fatto che poi, al termine di ogni tratta, Trenitialia si scusi per il ritardo accumulato, non è di alcuna consolazione per il pendolare frustrato, desideroso di arrivare (infinito… come il suo disagio) a destinazione.
A consolazione del qui presente sventurato, il fatto che nell’imminente futuro i disagi da pendolare risulteranno solo uno spiacevole ricordo del passato.





