Jul 18 2008

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Politeismo e Treni

Posted at 08:23 under Storie di Pendolari

Non basta comprare una casa per smettere di essere pendolare…
A breve mi trasferirò a Torino, forse dopo l’estate; molto dipenderà dalla mia capacità di arredamento, dalla disponibilità dei mobilifici, e dal mio conto in banca.
Per il momento ho un enorme foglio excel in cui aggiungo di volta in volta le cose che mi serviranno, approccio ingegneristico per disporre in modo ordinato una serie di pensieri sparsi.
Quello di luglio potrebbe essere l’utimo abbonamento mensile sulla tratta Pinerolo-Torino. In questi casi si dice “sai quello che lasci e non sai quello che trovi” e nel mio caso l’affermazione è tanto più vera dal momento che fino ad ora ho sempre vissuto insieme ai miei genitori.

Abbandonare un’abitudine così “routinaria” come la fruizione del treno ogni giorno, potrebbe far vacillare anche la mia fede religiosa. A tal proposito amo definirmi un ateo al 90%, ma è pur vero che sui convogli Trenitalia la percezione di uno stuolo di divinità ostili ai pendolari tende ad incrinare anche le più forti integrità d’animo.

La mia passione per la mitologia classica mi porta così a delineare un politeismo strutturato secondo i paradigmi dell’antica Grecia.

TrenEolo: divinità ostile e imprevedibile che presiede alla climatizzazione delle carrozze. Suoi figli: Spiffero, Torrido, Gelido. Racchiuse tutti i venti in un vaso Ikea urtato e rotto da TrenPandora mentre usciva per andare a lavorare alla Pellerina… la notte.

TrenEfesto: è il fabbro forgiatore, creatore di treni e delle lingue metalliche chiamate binari. Come il suo pari greco ebbe un’infanzia infelice a causa della sua bruttura e fu scaraventato dal TrenOlimpo sulla Terra. Precipitò per un giorno ed una notte intera ma nella caduta anzichè divenire storpio (vedi appunto Efesto) subì svariati danni celebrali. Si narra di treni forgiati in una fucina sotterranea in un tempo lontano (prima del suddetto defenestramento) in cui i convogli erano efficienti, affidabili e tecnicamente perfetti. Gli antichi fanno riferimento a tal periodo come età dell’Oro.

TrenEco: ninfa asessuata chiaccherona e abusatrice di psicofarmaci. I viaggianti odono spesso la sua voce annunciare ritardi insensati e comunincazioni di servizio dal dubbio significato.

TrenAres: dio bellicoso e pernicioso che scatena i pendolari contro capotreni e bigliettai. Innamorato di TrenAfrodite ma perennemente rifiutato.

TrenMorfeo: dio soporifero che rapisce i pendolari in un sonno profondo. I suoi adepti lo venerano russando, generando bolle al naso e ciondolando la testa in un dormiveglia temporaneo.

TrenEros e TrenAfrodite: Dovrebbero occuparsi di allietare i viaggianti con il dolce sollievo dell’amore promiscuo… ma pare che il primo sia stato accecato (olio bollente sugli occhi dalla sbadata TrenaPsiche mentre cucinava le patate fritte) e la seconda sia in vacanza a Cuba adescata da un ballerino di salsa, ora suo mantenuto.

TrenZeus: Volendo emulare il Padre degli Olimpici infilò due dita all’interno di una presa 220v. Da allora è circondato da un’aura fosforescente. Assume spesso forma umana sotto forma di barboni e mendicanti maleodoranti. Occhio quindi a bistrattare gli strani individui.

TrenEra: moglie di TrenZeus. Trascurata dal marito nelle sue scappatelle tra i comuni pendolari, si accanisce contro questi ultimi generando ogni sorta di calamità naturale ai loro danni. Generò, tramite inseminazione artificiale, TrenTifone, acerrimo nemico di TrenZeus; in una furiosa battaglia tra i due TrenTifone recise e rubò i tendini (in rame) del padre dei TrenOlimpici.

TrenArtemide: sorella di TrenApollo, divinità lunare, vergine, cavalca un acaro gigante, suo animale sacro.

TrenDioniso: si aggira elargendo consumazioni alcoliche omaggio universalmente accettate. Sbarca il lunario come PR presso la discoteca “Fuori Orario”. Mantiene il personale Trenitalia in uno stato di post-sbornia perenne: svogliati e insofferenti.

TrenErmes: il Messaggero del TrenOlimpo; pare che inizialmente si spostasse in treno ma poi abbia rinunciato per i ritardi. Dall’ora si muove a piedi, nonostante sia zoppo, garantendo comunque un miglior servizio.

TrenApollo: elettricista, medico, filantropo; è stato allontanato dal TrenoOlimpo in quanto divinità troppo capace… fuori dalla media. DJ a tempo perso e ambiguo sessualmente.

TrenAtena:  generata da una crisi di cefalea a grappolo di TrenZeus, impiegata come cubista nella suddetta discoteca. Si appassionò alla causa di un famoso pendolare dal nome Odisseo… ma abbandonò ben presto l’intento; causa abuso di ecstasi e l’adescamento del pendolare stesso da pare delle due veline TrenaCirce e TrenaCalipso.

Da parte mia spero che smettendo di prendere il treno le mie TrenMuse ispiratrici non mi abbandonino.

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