Jun 24 2008

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La ragazza del treno

Posted at 08:38 under Storie di Pendolari

Il tempo è univocamente riconosciuto come una grandezza relativa. A volte però anche lo spazio assume questa stessa caratteristica; quando basta il corridoio di un treno a separarmi da lei come sulle sponde opposte del Grand Canyon.

Ho scelto un posto a caso… no non è vero, mi sono fermato in quella carrozza perché ho visto una ragazza con la pelle dorata e i capelli corvini raccolti; lei è girata verso il finestrino mostrandomi due spalle proporzionate ed un collo sottile.

Indossa una canotta bianca, una gonna jeans e due scarpe basse rosso fuoco, lunghe, deve essere alta, molto alta. La carnagione è scura, tuttavia l’abbronzatura recente non ha lasciato arrossature: esposizione diligente o lettino solare.

La osservo riflessa nel mio finestrino, lei tranquilla inumidisce la caviglia con una salvietta, tamburella la melodia del suo ipod argento, sistema un anello brillante all’anulare destro.

La spallina del reggiseno scivola libertina lungo la spalla sinistra, lei si ricompone con naturalezza, senza malizia; il gesto svela un profilo sottile del viso e due occhi profondi.

L’odore ferroso e rugginoso dei binari inquina i miei sensi, ma se chiudo gli occhi posso immaginare un profumo intenso, quasi mascolino, a compensare una femminilità elegante irradiata generosamente.

Siamo quasi a Torino, da 10 minuti le parole sulla pagina del mio libro scorrono prive di senso, non ho ancora incrociato il suo sguardo; siamo soli nello stesso vagone, ma sono poco più che un giornale gratuito abbandonato dopo una frugale lettura dell’oroscopo.

“Stazione di Porta Susa” annuncia la voce metallica registrata, lei scioglie la coda e una chioma folta abbraccia le spalle nude; basta un gesto per far assumere a mille boccoli neri la posizione studiata per mostrare il risvolto migliore.

Lei si alza e risponde al cellulare, al ragazzo, ad un amico, come unico privilegio ottengo un sorriso infantile, dedicato ad un ignoto, pregustando o ricordando istanti felici.

La seguo con lo sguardo mentre esce dal treno, scompare nel sottopassaggio. Non si è mai girata, non sono mai neppure esistito nel suo mondo.

Rimango solo, io, un giornale abbandonato sul sedile di fronte e il ricordo di una ragazza che non rivedrò mai più.

                                                                                                                                                                        [Esperimenti letterari]

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